“Vostro Onore, quella ragazza mi sta copiando!”

24 Giu , 2025 - Uncategorized

“Vostro Onore, quella ragazza mi sta copiando!”

Un’accusa che suona quasi infantile, ma che oggi è al centro di una causa legale senza precedenti nel mondo degli influencer.

Sydney Nicole Gifford, influencer con oltre mezzo milione di follower tra Instagram e TikTok, ha denunciato una sua collega, Alyssa Sheil, accusandola di aver copiato il suo stile estetico, i suoi contenuti e persino il suo tatuaggio. Il caso sta sollevando domande fondamentali per il futuro della proprietà intellettuale nei social media.

La questione è più seria di quanto sembri: si può davvero possedere un’estetica? E se tutti si ispirano a tutti, chi ha ragione?

Copyright, trend e imitazione: chi possiede cosa?

Nel mondo dei creator, i trend sono il motore di tutto. Ogni giorno, milioni di post seguono lo stesso stile, lo stesso audio, lo stesso formato. Ma quando un creator costruisce un’identità forte, può davvero proteggerla legalmente?

Il copyright protegge opere originali fissate su un supporto tangibile, come foto, video o testi scritti. Ma non protegge concetti generali, palette colori o “vibe”.

  • Un post è protetto? Sì, se è un’opera originale con creatività evidente.
  • Un’estetica è protetta? Dipende. Se è riconoscibile come “trade dress”, può rientrare nella tutela legale.
  • Posso denunciare qualcuno perché copia il mio stile? Non proprio, per ora. Ma se usa elementi distintivi in modo sistematico per confondere il pubblico, allora potrebbe esserci un problema.

Gifford sostiene che Sheil non solo ha riprodotto i suoi contenuti, ma ha sistematicamente copiato colori, styling, bio, prodotti consigliati e persino dettagli personali come il tatuaggio.

Un caso isolato sarebbe stato difficile da dimostrare, ma Gifford ha presentato oltre 30 post, liste di prodotti e dettagli visivi simili per mostrare una copia intenzionale.

Social media e il problema dell’algoritmo “copia e incolla”

Il problema è che oggi l’algoritmo ama la somiglianza.

Se due creator hanno uno stile simile, il feed li suggerisce insieme.

Se un creator copia il look di un altro, potrebbe guadagnare visibilità gratis.

Se il pubblico confonde due profili, chi arriva dopo può monetizzare senza aver costruito nulla.

Gifford sostiene che Sheil abbia approfittato di questa dinamica per attirare il suo stesso pubblico, guadagnandoci senza inventare niente.

Se la sua denuncia avrà successo, potrebbe cambiare il gioco: gli influencer dovranno iniziare a proteggere il loro brand personale come un’azienda.

Cosa ha deciso (finora) la Corte

Il caso è ancora aperto, ma il giudice ha già dato delle indicazioni:

Copyright & DMCA → Se Sheil ha rimosso il nome di Gifford dai suoi contenuti e li ha ripubblicati, potrebbe essere violazione del copyright.

Trade Dress → L’idea di proteggere un’estetica potrebbe reggere, se viene dimostrato che il look & feel di Gifford è davvero riconoscibile.

Misappropriation of Likeness → Copiare anche il modo di apparire e parlare potrebbe rientrare nelle violazioni legali.

Unfair Competition & Unjust Enrichment → Le accuse di concorrenza sleale sono state respinte, perché già coperte dal copyright.

Il succo? Non puoi possedere un colore, ma puoi proteggere un’identità riconoscibile.

E quindi, cosa cambia per i creator?

Fino a ieri, gli influencer erano persone che fanno contenuti. Oggi sono brand con un’identità che può (forse) essere protetta legalmente.

Quindi:

  • Registrare format e marchi → Se hai un concept distintivo, proteggerlo diventa una mossa intelligente.
  • Fare contenuti inconfondibili → Più sei riconoscibile, meno sei copiabile senza che si noti.
  • Attenzione ai trend troppo simili → Se un creator riproduce sistematicamente il tuo stile, ora potresti avere basi legali per difenderti.

Il caso Gifford vs. Sheil non riscriverà il copyright, ma sta già ridefinendo cosa significa essere originali sui social.

Quindi è tutto beige, ma chi lo ha scelto per primo?

Possedere un’estetica è impossibile. Ma possedere un brand personale, uno stile narrativo e un’identità digitale è un’altra storia.

Essere creator oggi non significa solo seguire i trend, ma costruire qualcosa di riconoscibile e autentico. E questa, in un mondo dove tutto si può copiare, è l’unica vera protezione che abbiamo.

E questo è solo l’inizio…

Il problema del caso Gifford vs. Sheil non è la somiglianza estetica in sé, perché se il criterio fosse “chi ha usato il beige per primo”, il tribunale sarebbe pieno di influencer minimalisti in fila per denunciare.

Il punto è che, in un mondo digitale dove l’ispirazione è inevitabile, l’unica vera difesa è l’identità.

Possiamo scegliere gli stessi toni, le stesse inquadrature, lo stesso stile visivo… ma ciò che nessuno può replicare è il modo in cui comunichiamo, il nostro punto di vista, la nostra voce.

Ecco perché oggi, chi costruisce una presenza online non può più affidarsi solo all’estetica. Se vuoi distinguerti davvero, devi avere qualcosa da dire.

Questo caso l è solo uno dei primi segnali di un cambiamento più grande che sta investendo il mondo degli influencer e dei creator. Fino a ieri, pensare di copyrightare un’estetica sembrava un’assurdità, oggi è una questione legale concreta.

Le mie previsioni?

  • Più cause legali tra creator – Man mano che i personal brand diventano asset economici veri e propri, vedremo sempre più battaglie per la paternità di format, stili e identità digitali.
  • Influencer con marchi registrati – Non mi stupirebbe se in futuro i creator inizieranno a tutelare legalmente il loro brand come fanno le aziende, registrando format, trade dress e addirittura modi di comunicare.
  • Le piattaforme potrebbero intervenire MA NON lo faranno subito – Diciamocelo, a Instagram e TikTok questa dinamica fa comodo: più creator che si assomigliano significa più contenuti simili, quindi più tempo speso dagli utenti a scorrere nel feed. Finché la “copia sistematica” non diventerà un problema di reputazione o di monetizzazione per loro, non aspettatevi che intervengano.

Una cosa è certa: questo è solo l’inizio. L’economia degli influencer sta crescendo a ritmi folli, e le regole del gioco si stanno scrivendo adesso.

Ne vedremo delle belle. 🚀

Fonti: @ValeTutto Selvaggia Lucarelli ,PetaPixel,


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